en
Cover Via Dolfi

Via Dolfi 7

Il nuovo quartier generale dello studio è uno spazio dalle caratteristiche uniche, poggiato sulle mura di cinta della città, tra Porta Lame e Porta San Felice e a pochi passi dal MAMbo, il Museo di Arte moderna di Bologna; è ancora oggi visibile la struttura geometrica delle mura nelle tre arcate del piano terra, così come nell’area scoperta esterna all’edificio, oggi utilizzata come parco pubblico.

CommittenzaPrivatoLuogoBolognaAnno2023 — 2024

Appena fuori, appena dentro

Durante gli anni ’90, quando le commesse si fanno più numerose e lo studio si arricchisce di voci, i fondatori stabiliscono il loro quartier generale alla base di un edificio che, col suo gemello, segna l’identità architettonica dell’immediata periferia nord, appena fuori d alle mura, giù d al ponte di Mascarella. Sono le torri aguzze di Enzo Zacchiroli, edifici fin dal loro sorgere al centro di dibattiti, oggi presenza irrinunciabile. Gli ultimi abbondanti venti anni hanno ulteriormente ingrandito la compagine di Open Project, che nell’ open space di via Zago, il gioco di parole lo è fino ad un certo punto, comincia a stare stretta.
I quaranta anni dalla fondazione diventano dunque l’occasione per trovare uno spazio, anzi: un luogo più idoneo alla comunità di progettisti che oltrepassate le 50 unità costituisce la Società. La scelta cade su una sede, totalmente diversa da quella di origine, appena dentro le mura di porta S. Felice. È uno dei tanti edifici religiosi, ma a vocazione anche assistenziale, inanellati come perle su una collana lungo le mura della città. Edificato fra i l XVI e i l XVII secolo, è conosciuto come e x O spedale della Compagnia della SS. Trinità. Inizialmente si fonda su uno spazio sacro sorto per onorare un’immagine della Madonna ritenuta miracolosa. Viene aggiunto il portico tipico delle chiese della Controriforma, come le analoghe citate (si veda ad esempio Santa Maria e San Valentino della Grada o l’Oratorio di San Rocco). In questa fase è al lavoro qui Floriano Ambrosini, uno dei principali professionisti attivi negli ultimi anni del Cinquecento a Bologna, autore, ad esempio di Palazzo Zani, in via Santo Stefano e della Cappella dell’Arca di San Domenico. Intanto, la Compagnia dà ospitalità ad un ospedale per convalescenti, ma l’arrivo dei francesi in città a fine Settecento decreta la chiusura e la semi distruzione del complesso**. Ora l’edificio si presenta con gli archi del portico tamponati ma forati da ampie finestre, al di sopra un mezzanino è illuminato da basse aperture rettangolari. Il tutto è rilegato da un ordine gigante su alto basamento di snelle paraste ioniche, stile evidentemente legato all’originaria titolazione della chiesa, la Madonna delle Vergini. Un ampio volume privo di decorazioni esterne conclude superiormente l’edificio.
Tanto spazio, internamente affrescato con strati successivi di interventi, consentirà ai progettisti di OP di potersi allargare per lavorare agevolmente, ma permetterà anche di avere un luogo da destinare agli incontri per continuare ad incarnare la denominazione dello studio, nato per essere OPEN.


Testo di: Prof.ssa Maria Beatrice Bettazzi

We imagine

We design

We create

Footer Via Dolfi

Informativa

Noi e terze parti selezionate utilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per le finalità di esperienza e misurazione come specificato nella cookie policy.

Puoi liberamente prestare, rifiutare o revocare il tuo consenso, in qualsiasi momento, accedendo al pannello delle preferenze. Il rifiuto del consenso può rendere non disponibili le relative funzioni.

Usa il pulsante “Accetta” per acconsentire. Chiudi questa informativa per continuare senza accettare.

Premi ancora per continuare 0/2