Tutti sono concordi nell’affermare che in futuro, il lavoro in ufficio non scomparirà, ma si alternerà allo smart working. Illuminante il pensiero dei principali studi di architettura e dei loro progettisti Alessandro Adamo di Lombardini 22 e il suo brand DEGW, Francesco Conserva di Open Project, Park Associati e Massimo Roj di Progetto CMR che si occupano da sempre della progettazione degli spazi di lavoro
È un momento di riflessione questo per i progettisti di uffici, Lombardini 22 e DEGW, Open Project, Park Associati e Progetto CMR hanno maturato una visione sul futuro spazio di lavoro che ha numerosi aspetti comuni. La pandemia ha mutato tante cose, tra le molte anche il modo di lavorare e i progettisti affrontano il cambiamento con soluzioni differenti, sempre portando in campo tutta la loro esperienza e la loro tipica capacità di vedere oltre, comprendendo che l’ingrediente principale della trasformazione è la flessibilità.

Progettando spazi ibridi

Alessandro Adamo, Partner Lombardini22 e Director DEGW parla di convivenza tra lavoro da casa e in ufficio: “Se da un lato abbiamo visto che si può lavorare anche senza andare in ufficio, dall’altro ci siamo accorti di quanto sia importante avere uno spazio fisico e simbolico dove incontrarsi. Penso a un ufficio immersivo, empatico e riconfigurabile, una sorta di scenografia tecnologica in continuo movimento dove l’individuo possa sentirsi a suo agio. La parola chiave è sempre flessibilità: gli uffici sono multitasking e versatili, assolvono più funzioni contemporaneamente.”
La centralità dell’uomo nello spazio di lavoro è una condizione imprescindibile per Francesco Conserva di Open Project: “L’obiettivo fondamentale degli uffici che costruiamo oggi per il domani è quello di mettere al centro l’employee experience, focalizzandoci sulla qualità degli ambienti e creando uno spazio fluido e ibrido che si adatti velocemente ai cambiamenti. I nuovi uffici assomiglieranno sempre di più agli spazi domestici perché avranno una maggiore funzione sociale: aree lounge con poltrone e tavoli cablati, spazi flash meeting in piedi e prodotti flessibili, spostabili, accoppiabili per le postazioni operative, adattabili a diversi comfort ed esigenze a seconda dell’utente che le occupa. I materiali di questi prodotti avranno un ruolo importante: saranno sanificabili e sostenibili.”
Anche per Park Associati lo spazio di lavoro diventa ‘liquido’: “Non pensiamo che lo smart working preverrà sul lavoro in ufficio, ma assisteremo a un interessante sviluppo dei luoghi di lavoro come spazi in grado di mutare nel tempo e nel corso della giornata. Saranno necessari prodotti che asseconderanno le esigenze di flessibilità, come le soluzioni modulari. Trasparenza e privacy potranno convivere negli spazi di lavoro grazie a materiali altamente tecnologici.”
Massimo Roj, amministratore delegato della società di progettazione Progetto CMR racconta come vede l’ufficio del futuro: “Nasceranno quelli che chiamo ‘centri di lavoro esterno, un format che stiamo immaginando come degli aggregatori, anche sviluppati sulla base delle specializzazioni produttive e competenze, quali quelle artigianali o digitali e tecnologiche. Credo che il co-working possa diventare il punto di aggregazione delle persone che lavorano nei quartieri. Da Working Space a Living Place, questa è la trasformazione in atto. Il lavoro deve diventare smart, così come devono esserlo spazi e arredi”.

Quando il cambiamento prende forma

Andando più nel dettaglio i progettisti dei quattro studi illustrano quali sono i prodotti che definiranno lo spazio di lavoro da loro progettato. Lo studio Lombardini22 e DEGW pensando alle soluzioni avanzate per l’acustica, l’illuminazione e l’ergonomia presenti oggi sul mercato e utilizzate per progetti quali gli uffici JTI, Agos, EY di Roma e Facile.it è convinto che le aziende stanno lavorando bene sui temi essenziali del comfort e del benessere delle persone.
La progettazione dello spazio lavorativo, secondo Open Project, è legata innanzitutto al dialogo continuo con chi occuperà l’ambiente, con l’azienda, con i suoi impiegati, i suoi dirigenti e i suoi visitatori come nel progetto Evo Bonfiglioli Riduttori in provincia di Bologna. Tutto questo viene interpretato da aziende eccellenti nel settore che hanno saputo rispondere alle esigenze dei committenti: Pedrali, Fantoni, Forum Progetti, Paolo Castelli, Billiani, Estel, Tecno, Zumtobel e Davide Groppi per citarne alcune.
Le scelte illuminotecniche sono un fattore importantissimo per il well being lavorativo nella progettazione dei Park Associati che di recente hanno sviluppato insieme a 3F Filippi un sistema di illuminazione applicato nello studio legale internazionale Allen & Overy, a Milano. Si tratta di un sistema chiamato 3F HD che nasce dal desiderio di innovare l’illuminazione degli spazi ufficio, una vera e propria necessità, vista la crescente domanda di soluzioni mirate al risparmio energetico, al comfort visivo e alle attuali certificazioni LEED e WELL.
Progetto CMR, pensando ai futuri spazi di lavoro e a quelli appena conclusi come gli Headquarter Progetto CMR, lo Showroom Huawei, uffici Prima Assicurazione e gli uffici Munich Re parla di numerosi prodotti progettati da loro come il sistema Be. 1 di Frezza e Seventy Seven di CUF Milano. Privée, la linea di poltrone e divani con canopy fonoassorbente, realizzata da Ares Line e il Phonewalk disegnato per Citterio. Le sedute per aree di sosta Fly_Air di Poltrona Frau Group (Lifestyle Design) e le executive chair Lead prodotte da Las Mobili. Revo, un sistema di tavoli per l’ufficio disegnati per Manerba, molto versatili e che possono rispondere a tutte le nuove esigenze degli spazi domestici. Eggboard, il sistema di corpi illuminanti fono assorbenti progettato per Artemide.

Vedi articolo originale: https://ifdm.design/it/2021/03/31/lufficio-che-sara/